Accompagnamento Spirituale

S. Giovanni della Croce: “un discepolo senza il proprio maestro è come un carbone ardente isolato: si raffredda invece di scaldarsi”.

La direzione spirituale è stata elogiata da S. Gregorio Magno come l’arte delle arti; effettivamente è l’arte par excellence,  perché ha a che fare non con la materia e la sua trasformazione ma con la persona umana e il suo divenire conforme all’immagine di Dio. Il nome “ direzione “ indica che in questo cammino c’è una meta da raggiungere; appunto la nostra trasformazione in Lui; “ spirituale” può dare adito a pensare, se non viene spiegato, a qualcosa di opposto a materiale. La direzione spirituale sembrerebbe quindi l’arte di dirigere lo spirito dell’uomo verso Dio; questa interpretazione della direzione spirituale  va corretta e precisata: la direzione spirituale  non è l’arte di dirigere lo spirito dell’uomo verso l’unione con Dio, ma è l’aiuto offerto ad una persona affinché ponga tutta la sua vita sotto  la direzione dello Spirito Santo. Si tratta di rendere le persone sensibili all’ascolto delle provocazioni, suggerimenti, comandi dello Spirito Santo.

La funzione del direttore spirituale la posso paragonare a quella dello specchio. Lo specchio non mi pettina, non mi trucca, non mi rade la barba, ma mi permette di compiere tutto ciò con maggiore facilità e senso estetico. Posso pettinarmi anche senza specchio…ma che differenza quando ho la possibilità di utilizzarlo! Il direttore spirituale, con le sue domande, provocazioni,  suggerimenti, mi spinge a verbalizzare quanto mi porto dentro, a tirarlo fuori, a oggettivarlo e quindi a vederlo e una volta presa coscienza del mio io più intimo, ho anche la possibilità di cambiare. Per lo più il direttore spirituale ascolta, parafrasa quanto ascoltato e talvolta, se l’altro già non lo fa da solo, sprona a passi ulteriori . L’esperienza ci fa notare che purtroppo oggi molti non sono cresciuti  in un ambiente di fede e di amore e quindi hanno tante carenza a livello di conoscenza della fede e al livello del proprio vissuto  affettivo.  Il compito allora del direttore spirituale  è  anche quello di formare offrendo contenuti specifici riguardanti la fede e la morale e  far sperimentare la gioia di essere accolti, creduti e amati per quello che si è. Una vera direzione spirituale richiede da parte di chi la offre competenza nella conoscenza della filosofia, della teologia e dei fondamenti di  psicologia basata sull’antropologia cristiana, capacità di ascolto empatico,  maturità affettiva, radicamento nella vita di preghiera e delle  virtù, capacità comunicative; da parte di chi richiede l’aiuto spirituale è necessario il desiderio della santità e una vita di preghiera.  Se la persona diretta non prega è impossibile che si realizzi la direzione spirituale perché è impossibile che la persona impari a mettere la sua vita sotto la direzione dello Spirito Santo.

 

Perché la direzione spirituale  si realizzi ci vogliono le seguenti condizioni:

1) preghiera quotidiana consistente: La preghiera è un bene  sommo, è una comunione intima con Dio, deve venire dal cuore, deve fiorire continuamente giorno e notte. E’ luce dell’anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l’uomo, è un desiderio di Dio, un amore ineffabile prodotto dalla grazia divina” (S. Giovanni Crisostomo)

2) apertura a 360°: aprirsi è una grazia grande, in questo dovremmo aiutare le persone che il Signore ci affida. Aiutarle ad aprirsi perché è l’unico metodo per sfuggire a quelli che sono gli inganni del maligno.  Quindi senza l’apertura noi non saremmo mai delle madri, cioè chi ci fa diventare madre sono gli altri che decidono di aprirsi.

3) regolarità degli incontri : per gli adulti una volta al mese può essere sufficiente

Se manca anche una sola di queste condizioni ci troviamo in una situazione di aiuto spirituale ma non di vera e propria direzione spirituale.

 

Oggi molte persone  non sanno  cosa sia la direzione spirituale, né quindi la richiedono. La nostra  missione come AVI è quella di suscitare, attraverso il primo annuncio e successivamente attraverso  l’amicizia, il desiderio della santità, del realizzarsi secondo il piano di Dio, di vivere in pienezza; il nostro primo obiettivo nell’avvicinare un giovane è quello di metterlo in contatto con Dio e disporlo a fare qualche esperienza di preghiera per iniziare un vero cammino spirituale. Concretamente cerchiamo all’inizio della nostra reciproca conoscenza di far comprendere l’importanza  della preghiera quotidiana offrendo suggerimenti e metodi a riguardo; chiediamo al giovane di provare a pregare e se lui/lei accetta, proponiamo di rivederci dopo quindici  giorni  per verificare come è andata la preghiera in quelle due settimane: successivamente fissiamo altri appuntamenti e quindi la nostra relazione diviene spontaneamente una relazione di direzione spirituale; il giovane infatti si apre ogni volta di più, condividendo gioie e tristezze, speranze e timori, successi e fallimenti, paure e tentazioni etc… Naturalmente noi Avi offriamo anche la  direzione spirituale  a chi già conosce di cosa si tratti e quindi ne faccia esplicita richiesta e  inoltre ciascuna di noi sviluppa anche uno stile e modalità propria di condurre il colloquio.

La nostra comunità vuole  rispondere a quanto affermato da Giovanni  Paolo II nella esortazione apostolica Vita consacrata 58:

La Chiesa conta molto sulle donne consacrate per un contributo originale nella promozione della dottrina, dei costumi, della stessa vita familiare e sociale…    è motivo  di sperare che da un più profondo riconoscimento della missione della donna, la vita consacrata femminile tragga una sempre maggiore consapevolezza del proprio ruolo e un’accresciuta dedizione alla causa del Regno di Dio. Ciò potrà tradursi in molteplici opere, quali l’impegno per l’evangelizzazione, l’attività educativa, la partecipazione nella formazione dei futuri sacerdoti e delle persone consacrate, l’animazione della comunità cristiana, l’accompagnamento spirituale, la promozione dei fondamentali beni della vita e della pace. Alle donne consacrate e alla loro straordinaria capacità di dedizione esprimo ancora una volta l’ammirata riconoscenza della Chiesa intera….

 

Per concludere possiamo riassumere le funzioni della direzione con tre verbi: la direzione spirituale informa, forma, trasforma.

Informa: spesso il direttore spirituale deve rispondere ai diversi interrogativi, istruire, chiarire, spiegare, correggere.

Forma: offre sostegno, consolazione, incoraggiamento perché si perseveri nella preghiera e nell’acquisizione delle virtù e nella vita Sacramentale; offre strumenti per la conoscenza di se’ sotto lo sguardo di Cristo, che sprona a far fruttare i talenti e non si scandalizza delle debolezze.

Trasforma: la continua crescita spirituale porta a conformarsi a Cristo, ad acquisire i Suoi stessi sentimenti, ad essere una sola cosa con Lui all’interno della sua Chiesa.

 

“Nella vita dello spirito chi non va avanti va indietro e chi non cammina guadagnando cammina perdendo”. (S. Giovanni della Croce)